Intervista del 19/12/2017

Ci raccontate con quale spirito avete partecipato a FISCHIO?

Il progetto FISCHIO è stato realizzato da un gruppo di 42 alunni e 8 docenti che si sono lasciati incuriosire e motivare, soprattutto nella prima fase, dal carattere di novità e dal respiro nazionale dell'iniziativa progettuale. Poter condividere con altre scuole italiane e con associazioni partner lo spirito inclusivo che si pratica nell'Istituto è apparso subito come motivo di crescita e di confronto costruttivo. La proposta è stata accolta, pertanto, con gradimento ed interesse ed è apparsa come occasione efficace per misurare la capacità inclusiva dell'Istituto e per concertare attività alternative a quelle già in essere nella scuola. L'interesse è derivato anche dalla tipologia dei laboratori che sono stati realizzati sul teatro-danza e coadiuvati dalla coreografa dell'associazione locale II Balletto Lucano.

Il contributo dell'Associazione ALVEARE è stato, poi, un ulteriore fattore di novità e di confronto a più voci che ha permesso di coinvolgere diversi attori del mondo culturale in una dimensione allargata oltre lo scenario scolastico.

Come avete preparato le classi?

L'iniziativa progettuale è stata partecipata subito alle classi del biennio di tutti gli indirizzi della scuola, dove risultano presenti alunni diversamente abili. In maniera libera e spontanea gli studenti hanno manifestato interesse per i laboratori previsti e hanno formato gruppi costituiti mediamente da 4/5 componenti. Questo ha permesso di includere in maniera naturale i ragazzi con disabilità e di costituire gruppi eterogenei. L’attività era stata, inizialmente, programmata esclusivamente per le ore pomeridiane, ma le difficoltà logistiche e di trasporto hanno comportato una rimodulazione del prospetto orario ed è stata adottata, in seconda istanza, la modalità mista: tre momenti extracurriculari e tutti gli altri in orario antimeridiano. Sono state impegnate le ore di educazione fisica e il docente della disciplina è stato affiancato dall'esperto dell’associazione. Questo ha permesso di coinvolgere alunni motivati, ma pendolari ed, in genere, impossibilitati a vivere la scuola in orario pomeridiano. Gli stessi studenti che si erano iscritti, ma che risultavano potenzialmente a rischio di abbandono, hanno, invece, avuto la possibilità di frequentare e convincersi dell’efficacia dell’iniziativa.

Cosa avete riscontrato? E cosa vi aspettate?

È stata palese, sin dall'inizio, una certa resistenza nel lasciarsi coinvolgere nell’iniziativa; si leggeva la forte rigidità dei ragazzi di lavorare sulla percezione del proprio corpo e, soprattutto, sul contatto con l'altro da sé. In modo particolare i maschietti manifestavano una sorta di pregiudizio verso le attività di teatro-danza, considerate erroneamente appartenenti alla sfera femminile e poco efficaci per un target misto. Man mano, però, che i laboratori sono stati portati avanti, è andato crescendo il coinvolgimento dei vari gruppi ed è cresciuto l'interesse. Si è chiaramente registrato che gli studenti sono divenuti più sciolti e più disponibili a collaborare e farsi guidare dall'esperto. Il rapporto di fiducia con se stessi e con gli altri è cresciuto e si è trasformato gradualmente in un atteggiamento di migliore accettazione della diversità del compagno.

Il momento altamente formativo si è colto con quegli esercizi motori, nei quali i ragazzi, mantenendo gli occhi chiusi, si sono lasciati guidare dalla volontà del proprio compagno e si sono affidati all’altro, in maniera incondizionata.

L'iniziativa progettuale ha confermato che la fiducia nell'altro non è che un rapporto dialettico e che si può costruire a prescindere dalla diversità di ognuno. L'attesa che il progetto ha generato è quella di potenziare ulteriormente 1’attenzione alle molteplici strategie inclusive e valorizzare la diversità come entità aggiunta partendo anche dal linguaggio del corpo.

Molto interessante è risultata la collaborazione con l’Associazione ALVEARE che ha saputo dare alle attività il valore narrativo e l'importanza di una storia che diventa, poi, la storia di ciascuno nella propria diversità. Il sentire e il vedere, il muoversi e il raccontare sono diventati i termini dialettici di un percorso che ha fatto dialogare la realtà di Senise con quelle di dimensioni ben diverse.

Adesso la parola “Inclusione” ha cambiato un po’ significato?

La parola inclusione è molto cara al nostro Istituto ed è la chiave attraverso la quale si apre la porta della valorizzazione della dignità della persona di ciascuno. Il progetto FISCHIO è stata un'ulteriore modalità per agire nell'ottica inclusiva. Il teatro-danza è risultata un’attività nuova, accattivante e motivante, attraverso la quale la scuola ha potuto agire. Già da tempo, d’intesa con l’associazione il Balletto Lucano, era stata condivisa l’opportunità di creare una coreografìa che conciliasse le potenzialità degli alunni con le vocazioni del territorio. Erano state realizzate dalla scuola iniziative prettamente teatrali in cui il linguaggio del corpo non era risultato preminente. Il laboratorio FISCHIO ha fatto sintesi e, per tale ragione, è risultato un movente innovativo ed alternativo.

FISCHIO ha dimostrato che più sono molteplici le iniziative inclusive e con più probabilità si concertano le vocazioni e le attitudini degli alunni; i laboratori diventano l'occasione privilegiata per far venire fuori non solo le attese e i sogni dei ragazzi, ma anche i loro talenti e le loro virtù.

Come continuerà il progetto FISCHIO all’interno delle vostre classi? Cosa ha creato?

Il progetto FISCHIO ha dato spunti di riflessione ed ha aperto la strada al mondo della cura dell'espressività attraverso il teatro-danza che si intende portare avanti dando vita ad un disegno sistematico ed organico che diventi strutturale e naturale. Si auspica che il progetto continui ad essere finanziato e diventi anche opportunità per gli alunni di condividere con altri pari di altre realtà la loro forza inclusiva ed espressiva. Ha creato la convinzione che esso non ha rappresentato un fatto estemporaneo ed occasionale; è stato percepito da tutti come l'inizio di un nuovo percorso altrettanto entusiasmante e propositivo, rispetto a quelli già realizzati dalla scuola.

Ha creato il senso dell'attesa, oltre che della novità, e ha aperto orizzonti nuovi che vanno oltre quelli delimitati dalla scuola e dal contesto locale.

Scambiamoci le impressioni: avete suggerimenti e idee?

- Adoperarsi affinchè il progetto abbia nuovamente il finanziamento e possa essere realizzato in rete tra scuole del territorio nazionale

- Prevedere tempi più dilatati per la realizzazione

- Prevedere la collaborazione anche delle associazioni del contesto locale in cui le scuole operano

- Prevedere scambi tra le scuole e realizzare